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Restauri

I lavori

Dopo oltre due anni di “cantiere aperto”, avviato il 22 novembre 2023 e concluso il 30 gennaio 2026 viene riaperto al pubblico la Sala Quattro Porte di Palazzo Ducale, uno degli ambienti di rappresentanza più prestigiosi del palazzo, snodo simbolico e funzionale della vita istituzionale della Serenissima.

Nello specifico, l’intervento ha interessato: il grande soffitto voltato “alla romana”, sia per la parte strutturale non visibile che nel suo ricco apparato decorativo di dipinti murali e stucchi, nonché i portali lapidei e i gruppi scultorei, le finestre lapidee e le tele dipinte a monocromo. Proprio lo studio dei dipinti del soffitto ha portato a una delle scoperte tecniche più rilevanti del progetto: le opere non sono state realizzate ad affresco, bensì con colori ad olio stesi su una preparazione a base di gesso e colla, secondo una tecnica affine a quella della pittura su tela. Una modalità esecutiva che, complici successivi interventi non sempre documentati, ha reso col passare del tempo più complessa la conservazione delle superfici e la loro lettura.

Il lavoro ha previsto una dettagliata mappatura dello stato di conservazione, ispezioni visive e tattili e una campagna di analisi che ha consentito di individuare strati aggiunti alla pellicola pittorica originale. La fase di pulitura ha comportato la rimozione di una vernice novecentesca e di alcune ridipinture risalenti a restauri del secolo scorso, con controlli analitici condotti prima e dopo l’intervento. Sono state inoltre eliminate vecchie stuccature degradate, consolidata la pellicola pittorica e trattate le numerose fessurazioni e lacune. Infine, a seguito di un ampio confronto iconografico e stilistico con studiosi ed esperti di storia dell’arte, si è proceduto all’integrazione delle parti mancanti e delle abrasioni mediante colori ad acquarello e a vernice, al fine di restituire una lettura unitaria ed equilibrata delle superfici decorate.

Straordinario è stato anche l’impegno nei due anni di lavori per continuare a garantire l’accesso alla sala e la vista delle sue decorazioni durante l’intervento, con l’allestimento di un laboratorio di restauro visibile, un “cantiere aperto” al piano primo lungo il percorso del Palazzo, che ha consentito di osservare i restauratori al lavoro sulla decorazione parietale dei quattro portali della sala.

Con il contributo di
SAVE VENICE

La Sala delle Quattro Porte

La Sala delle Quattro Porte è uno degli spazi pubblici più prestigiosi di Palazzo Ducale. Questo ambiente dà accesso alle stanze in cui si riunivano un tempo alcuni tra i più influenti organi politici della Repubblica di Venezia, quali il Senato, il Collegio e il Consiglio dei Dieci. Ai tempi della Serenissima, patrizi influenti, diplomatici stranieri e ospiti reali varcavano le soglie di questa sala per raggiungere i loro uffici e incontrare i funzionari governativi.

Dopo il disastroso incendio dell’11 maggio 1574, che causò danni significativi al palazzo, fu avviata una tempestiva campagna di ricostruzione che coinvolse i maggiori artisti del tempo. L’architetto ufficiale della Repubblica, Antonio da Ponte, supervisionò il progetto al quale contribuì Andrea Palladio. Tra il 1575 e il 1576, Giovanni Battista Cambi, noto come il Bombarda, scolpì le modanature in stucco e le sculture mitologiche del soffitto, mentre di lì a poco fu la volta a essere adornata con intricate decorazioni a grottesche. Tra il 1576 e il 1577 Jacopo Tintoretto affrescò il soffitto e le lunette, creando scene allegoriche ideate dall’umanista Francesco Sansovino per glorificare la fondazione mitica di Venezia, la sua indipendenza e le sue virtù.  A causa dello stato precario di conservazione, molti degli affreschi furono restaurati e parzialmente ridipinti da Nicolò Bambini nel 1713.

Le quattro porte monumentali, progettate da Andrea Palladio, presentano statue scolpite da alcuni dei massimi artisti della Venezia di fine Cinquecento: Alessandro Vittoria, Giulio del Moro, Francesco Castelli e Girolamo Campagna. Il programma iconografico fu ideato per raffigurare le virtù associate alle rispettive sale a cui ogni porta dava accesso.

VISITA VIRTUALE

Restauro realizzato grazie al contributo di SAVE VENICE >
Completato grazie a ulteriori contributi attivati tramite Art Bonus, tra cui il sostegno di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice unitamente ad investimenti della Fondazione Musei Civici di Venezia.